Rivoluzione mobile e tecnologie di prossimità

Le abitudini di acquisto del cliente cambiano, e pertanto devono cambiare anche le modalità con cui le aziende presidiano il mercato e ne soddisfano le esigenze. In realtà tutto ciò è già accaduto e i cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti. In particolare quello che riguarda il mobile.

Smartphone e tablet sono entrati nell’ordinario della quotidianità. Strumenti d’uso comune per l’accesso totale e totalizzante alle informazioni e supporti strategici per le decisioni d’acquisto.

Basti pensare che 1 utente su 3 usa il suo smartphone mentre fa shopping, alla ricerca di comparazioni di caratteristiche e prezzo, a caccia di sconti, o per semplice approfondimento informativo. Se il negozio non offre tutte queste informazioni, l’utente navigherà siti competitor, correndo il rischio di regalarlo alla concorrenza.

Le attività di relazione mobile possono essere lette in una duplice prospettiva:

  • quella della marca che si muove sul territorio;
  • quella del consumatore che viene intercettato durante i suoi spostamenti.

Con le tecnologie di prossimità si riesce a intercettare il target dove esso è concentrato, quindi di seguirlo offrendo un contenuto smart e il più coerente possibile, oltre che personalizzato. Una sorta di mobilità e itinerabilità.

Fra tutte le tecnologie di prossimità presenti sul mercato, iBeacon promossa da Apple ha suscitato molto interesse. Si tratta di piccoli device, poco invasivi, capaci di trasmettere costantemente un segnale Bluetooth (in particolare Bluetooth Low Energy) che può poi essere interpretato da un’app installata sullo smartphone (o tablet) dell’utente finale. Con questo sistema si riescono a sviluppare nuove forme di interazione uomo-oggetto.

L’uso di iBeacon produce un primo effetto di grande interesse, scatenando l’attenzione di un target di utenti attivo e curioso, e anche trasversale nelle caratteristiche demografiche. Il requisito fondamentale è il possesso di uno smartphone o di un tablet. Durante e dopo l’effetto sorpresa, quando cioè l’ingaggio è già avvenuto, ecco l’avvio della vera interazione mobile, volta a generare lead, a comunicare promozioni e offerte, ad attivare servizi per fidelizzare l’utente, per esempio.

Tutto questo deve essere opportunamente supportato da attività extra mobile che ne incentivino l’utilizzo o semplicemente ne comunichino l’esistenza. Comunicazione interna o esterna a uno store, tale da invitare a scaricare l’app e spiegare il nuovo meccanismo di interazione. E poi campagne di article marketing o di display advertising in grado di rinforzare le attività mobile.

Tags: ibeacon

Autore

Kiko Corsentino
Dopo Napoleone, esempio vivente di come anche sotto il metro e settanta si possano realizzare i sogni. Ma per me non ci sarà una Waterloo. Ho perso da tempo il controllo del mio calendario impegnato fra esperimenti di start up e consulenze.