Internet of Things: oggetti intelligenti connessi in rete

E’ possibile un nuovo fordismo di tipo 2.0 ed espressamente legato al mondo dei maker?

Se lo stanno domandando in molti, e molte sono le risposte. Tutte plausibili, tutte opinabili. Di certo c’è un movimento affascinante e concreto, artefice di quello che possiamo ormai definire artigianato 2.0.

Si tratta di una modalità di produzione che si colloca a metà fra il mercato di massa e il lavoro artigianale, dove la tecnologia si combina coi saperi più tradizionali. Arduino certo, ma non solo. Anche sensoristica intelligente.

Di lì, il passo è breve verso l’Internet delle cose: oggetti intelligenti connessi in rete, fra loro e col mondo intero.

Le proiezioni sull’economia dell’Internet of Things sono ottimistiche e stupefacenti, ma bisogna d’ora in avanti concentrare gli sforzi nel tentativo di capire settori e applicazioni e servizi efficaci. In 3logic lo abbiamo fatto, supportando start up o prototipando nuove soluzioni IoT.

La produzione industriale offre certo numerosi e affascinanti spunti, al fine di raccogliere dati da macchinari e creare così servizi in grado di garantire importanti ritorni di efficientamento e risparmio.

Così come nuovi prodotti da lanciare sul mercato, nei settori a più alta necessità di rinnovamento e innovazione.

Autore

Kiko Corsentino
Dopo Napoleone, esempio vivente di come anche sotto il metro e settanta si possano realizzare i sogni. Ma per me non ci sarà una Waterloo. Ho perso da tempo il controllo del mio calendario impegnato fra esperimenti di start up e consulenze.