Droni: l’autopilota intelligente per il monitoraggio della fauna

Il drone sarà dotato di un software di nostra invenzione, che lo renderà in grado di reagire in maniera adeguata e completamente autonoma a determinati stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Grazie a questa tecnologia, il drone potrà compiere missioni di esplorazione e di monitoraggio che prima richiedevano necessariamente il ricorso a personale umano.

Radiocollari

Da tempo la facoltà di Scienze Biologiche dell’Università di Sassari ha attivato un programma di monitoraggio dei daini e dei cinghiali nella zona del Casentino. Il programma si articola in due fasi. La prima comporta una sorta di battuta di caccia: alcuni esemplari per ciascuna specie vengono narcotizzati, dopodiché viene loro applicato un radiocollare. L’apparecchio è provvisto di una serie di sensori in grado di registrare i parametri fisiologici dell’animale, nonché di un GPS; è, inoltre, in grado di inviare un segnale radio entro la portata di circa 300 m all’interno dell’area boschiva. La sua autonomia è di circa un anno, nel corso del quale avrà luogo la seconda, e più complessa, fase del monitoraggio. Periodicamente, infatti, verranno organizzate ulteriori spedizioni, con l’obiettivo di venire in prossimità degli animali contrassegnati e, tramite il segnale radio emesso dai loro collari, effettuare il download dei dati registrati.

Gli inconvenienti del recupero dati

Questa seconda fase presenta una serie di difficoltà non di poco conto. L’area da pattugliare è estesa (circa 12 km quadrati), e una spedizione che si proponga di batterla da cima a fondo richiede giorni e comporta un grande dispendio di risorse umane e monetarie; questo, senza contare che il risultato è tutt’altro che garantito. Non di rado, infatti, data la portata limitata del segnale radio, alcuni degli animali da censire non entrano mai in contatto abbastanza ravvicinato con gli operatori, il che comporta inevitabilmente la perdita dei dati raccolti dal collare.

È allo studio, presso la 3logic, una tecnologia in grado di ovviare alle difficoltà della fase di recupero dati. Si tratta di un nuovo ed esclusivo software, di nostra progettazione, che metterebbe un solo drone in grado di sostituire interamente il personale umano.

Di cosa si tratta?

Il drone

Un drone è un UAV, ovvero un veicolo automatizzato privo di pilota umano: è in grado di essere programmato per compiere percorsi prestabiliti, grazie a una centralina interna detta, in gergo, autopilota. Come i radiocollari, infatti, anche il drone è in grado di captare il segnale inviato da un telecomando: ma solo entro un raggio limitato, mentre, se si vuole utilizzarlo a scopo esplorativo, è necessario che possa percorrere lunghi tragitti in completa autonomia. Il drone di cui intendiamo servirci è un modello già esistente progettato e realizzato da una ditta-partner, la CAM. Si tratta di un aero-drone: rispetto ai più comuni droni elicottero, l’aero-drone ha un consumo energetico di gran lunga inferiore, e di conseguenza un’autonomia assai superiore (fino a 24 ore). L’aero-drone della CAM dispone di tre modalità di guida: manuale, stabilizzato, automatico. In modalità automatico, è guidato da un autopilota di vecchia generazione, che (in teoria) gli consentirebbe di sorvolare tutti i 12 km quadrati di territorio, e, qualora equipaggiato adeguatamente, di ricevere i segnali dei radiocollari. Il problema sorge proprio qui. Occorrono infatti alcuni minuti perché il ricevitore effettui il download dei dati da un radiocollare: se il drone si limitasse a sorvolare l’area boschiva con velocità e traiettoria costante, non sosterebbe in prossimità di nessun radiocollare per il tempo necessario a estrarne le informazioni. È qui che entra in gioco l’innovazione tecnologica 3logic.

L’autopilota intelligente 3logic

Il software che abbiamo creato viene installato su un dispositivo posizionato direttamente sul drone: questo dispositivo prende il posto dell’autopilota del drone, trasmettendogli istruzioni esattamente come se fosse un telecomando azionato da mano umana. Suo compito sarà sostituirsi integralmente all’autopilota nel guidare il drone lungo il percorso prestabilito, ma non solo. In aggiunta, farà sì che il drone, una volta giunto nel punto di ricezione ottimale del segnale emesso da un radiocollare, continui a muoversi in circolo finché il download dei dati non sarà completato, e, solo una volta terminato, riprenda il percorso originario. Solo con il nostro software è possibile mettere in grado un drone automatizzato non solo di effettuare un tragitto, ma di seguire un segnale radio, e di farlo per un tempo prestabilito prima di tornare sulla rotta originaria. Il tutto avviene in assoluta sicurezza per l’operatore a distanza e, cosa non di poco conto, è semplicissimo: una volta dotato del nostro programma, il drone non richiede nessuna particolare competenza informatica per essere avviato e manovrato, né cautele di alcun tipo, se non quelle necessarie a far funzionare un comune drone. Gli studiosi dell’Università di Sassari dovranno semplicemente circoscrivere sul computer l’area da sorvegliare ed aspettare che il drone torni con i risultati.

Questo software, unico al mondo, è stato ideato da 3logic appositamente per soddisfare le loro esigenze. Con gli adeguati finanziamenti, il progetto troverà presto realizzazione e il monitoraggio dei daini e dei cinghiali sarà enormemente più semplice.

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Autore

Kiko Corsentino
Dopo Napoleone, esempio vivente di come anche sotto il metro e settanta si possano realizzare i sogni. Ma per me non ci sarà una Waterloo. Ho perso da tempo il controllo del mio calendario impegnato fra esperimenti di start up e consulenze.